2024-06-05 13:30:00

Con il decreto-legge 31 maggio 2024, n. 71, il Governo ha varato una serie di misure riguardanti, fra l’altro, il sostegno didattico agli alunni con disabilità, i percorsi di conseguimento dei titoli di specializzazione, l’integrazione degli alunni stranieri, la mobilità e la valutazione dei dirigenti scolastici.

All’illustrazione dei contenuti del decreto è dedicata una scheda predisposta dalla segreteria nazionale CISL Scuola (Ufficio sindacale – legale), mentre su due aspetti di particolare rilievo si è soffermata la segretaria generale Ivana Barbacci in due brevi video (per la serie “Facciamo il punto”), commentando le misure riguardanti la possibile conferma dei supplenti su posto di sostegno anche in base al gradimento espresso dai famigliari dell’alunno seguito, e quelle che introducono nuovi percorsi di conseguimento del titolo di specializzazione per determinate categorie di personale.

Sul primo punto, la segretaria generale ribadisce il giudizio fortemente negativo della CISL Scuola, già espresso in precedenti occasioni. Per la prima volta, infatti, si conferisce a soggetti esterni alla scuola, a prescindere dalla loro competenza e senza alcuna garanzia di obiettività, il potere di esprimere una valutazione con dirette ricadute sul lavoro di chi insegna. Si tratta di un principio di cui non sembrano essere considerati con la dovuta attenzione i possibili sviluppi, mentre si consegna alle famiglie un potere che va ben oltre il loro diritto di esigere per i propri figli la miglior qualità del servizio. La norma, sottolinea Ivana Barbacci, ignora oltre tutto che l’insegnante di sostegno non agisce isolatamente, ma in un rapporto di interazione con l’intero team docente. Non è con queste modalità che si garantisce la continuità didattica, minata in realtà alla radice dalla troppo estesa precarietà del lavoro.

L’altro aspetto preso in considerazione nel secondo video della segretaria generale è quello dei nuovi percorsi per il conseguimento del titolo di specializzazione, volti a favorire l’acquisizione del titolo da parte di chi, per più tempo, ha lavorato sul sostegno, ma utilizzabili anche per sanare il contenzioso in atto sui titoli conseguiti all’estero. Bene superare il monopolio dell’Università nella gestione dei percorsi formativi, sostiene Ivana Barbacci, ma su questa materia servono interventi strutturali, non misure tampone o dettate dall’emergenza. Occorre comunque gestire con molta attenzione queste modalità, onde evitare che insorgano disparità all’interno di una platea molto vasta, fatta da chi già possiede o sta conseguendo i titoli con i consueti percorsi e da chi li acquisirà con i nuovi.

Le misure riguardanti la dirigenza scolastica saranno oggetto di specifici commenti sul numero di Dirigenti News in uscita giovedì 6 giugno, mentre quelle relative al servizio all'estero sono già state oggetto di una precedente news.

In allegato la scheda illustrativa del decreto; di seguito il link per i due video della segretaria generale.

VIDEO 1 - Continuità sul sostegno, non decidano i genitori

VIDEO 2 - Nuovi percorsi per la specializzazione

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