
Ha preso il via oggi, 11 marzo 2026, la trattativa all’ARAN per il rinnovo del CCNL del comparto istruzione e ricerca per il triennio 2025/27. Un primo incontro, inevitabilmente interlocutorio, ma al quale ne seguiranno altri due già programmati per il 24 marzo e il 1° aprile.
La CISL era presente col segretario confederale Ignazio Ganga e con la delegazione della Federazione Scuola, Università e Ricerca, guidata da Ivana Barbacci.
“Ripartiamo dalla dichiarazione congiunta che accompagna il testo del CCNL 2022-24, sottoscritto definitivamente il 23 dicembre scorso, contenente le linee di azione per il triennio successivo” Così Ivana Barbacci, segretaria generale CISL Scuola, che aggiunge: “Si tratta di una dichiarazione sottoscritta con la consapevolezza di quanto continui a essere pressante l’esigenza di restituire un più giusto valore alle retribuzioni di tutto il personale. La strada da percorrere la conosciamo, perché è quella sempre seguita dalla CISL, convinta che per risolvere i problemi occorrano fatti, non parole. E i fatti sono rappresentati dai risultati concreti che attraverso la contrattazione riusciremo a ottenere. Non nascondo di essere preoccupata per la difficoltà dei tempi che viviamo, in presenza di guerre che sono una tragedia per chi vi è più direttamente coinvolto, ma hanno ricadute pesanti anche sulle economie e le condizioni di vita di ogni Paese”.
“Il nostro obiettivo – sottolinea Ivana Barbacci - è chiudere, per la prima volta da tempo immemorabile, il rinnovo del contratto entro il triennio della sua vigenza. La puntualità dei rinnovi è un fattore che incide fortemente sull’efficacia del contratto come strumento di difesa e valorizzazione delle retribuzioni. In parallelo alla parte economica, c’ è una parte normativa che consideriamo altrettanto importante, anche se gli aspetti salariali costituiscono oggi una priorità”.
Anche Ignazio Ganga, segretario confederale CISL, pone l’accento sull’importanza che riveste il riallineamento dei tempi contrattuali. “È il modo più efficace per tutelare il potere d’acquisto – afferma – abbiamo la concreta possibilità di puntare a tre rinnovi contrattuali in poco più di due anni. Tra i nostri obiettivi, oltre alla valorizzazione di tutto il personale, il superamento del precariato, ancora troppo diffuso nel settore istruzione. Solo valorizzando il lavoro si può puntare a rafforzare la qualità del sistema istruzione e ricerca, chiamato a promuovere processi di crescita umana e culturale che sono alla base della civile convivenza e di ogni prospettiva di sviluppo economico e sociale”.






























