Sono Indicazioni e non Programmi.
Una distinzione che è sbagliato considerare di natura solo “nominalistica”, mentre è di sostanza, perché implica il riconoscimento di altre prerogative ineludibili: l’autonomia delle scuole nella progettazione del curricolo, la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione. È per queste ragioni che “le Indicazioni nazionali vengono a perdere la natura esaustiva propria dei precedenti programmi, per dettare quello che, a tutti gli effetti, è un Livello essenziale delle prestazioni comuni sul territorio nazionale”.
Muovono da questa considerazione di fondo le osservazioni che, con due distinti documenti inviati alla Commissione per la Revisione delle Indicazioni Nazionali per i Licei, la CISL Scuola e l’associazione IRSEF IRFED rivolgono al testo oggetto della consultazione in atto. Aspetti ai quali dedica particolare attenzione il documento della CISL Scuola, che non manca di prendere in esame le parti disciplinari – più diffusamente trattate nel documento IRSEF IRFED, anche se limitate alle materie che investono più in generale tutti i percorsi di studio – rilevando peraltro come sia riscontrabile “una sostanziale disomogeneità tra le singole discipline, quasi sia mancata una regia centrale in grado di compiere scelte tra loro compatibili”. Da qui una chiara notazione critica sul metodo, osservando che “una accurata interlocuzione con le scuole, non plebiscitaria ma di confronto professionale, potrebbe ancora far emergere l’effettiva sostenibilità degli obiettivi di apprendimento proposti”.
Non sono di poco conto le riserve espresse per l’impostazione della Premessa, dalla quale emerge un’idea di scuola spesso lontana dalla realtà, e la stessa idea di studente appare disancorata dai concreti contesti segnati da difficoltà, disuguaglianze, fragilità.
All’enfasi su talenti e merito, non fa riscontro alcun riferimento a come si possa e si debba perseguire l’equità, così come manca un riferimento alle nuove frontiere aperte dalla ricerca psicologica e dalle neuroscienze sull’apprendimento.
È frequente, e prevalente nella Premessa, il richiamo a una modalità meramente trasmissiva del sapere, con insufficiente attenzione allo sviluppo delle competenze critiche e nessun accenno a pratiche laboratoriali, che invece sono presenti nelle Indicazioni di molte discipline.
Anacronistico e antistorico, soprattutto nell'attuale contesto sempre più globale dell'economia e della società, l’asserito “primato” della cultura occidentale, già presente nelle Indicazioni per il primo ciclo.
Più puntuali osservazioni sono dedicate, in entrambi i documenti, alle discipline comuni a tutti i percorsi e di più forte impatto sull’impianto complessivo delle Indicazioni (Storia, Lingua e letteratura italiana).
Vai ai documenti inviati alla Commissione da CISL Scuola e IRSEF IRFED.




























