2026-06-22 06:45:00

 INSEGNARE VALORI NELLA NOSTRA SOCIETA'

 di Elena Maga pubblicato sul numero speciale del "TICINO" 

 per la visita del pontefice a Pavia.

Nella nostra società così pluricomposta e sfaccettata, che sembra voler ostinatamente navigare nella vita senza avere nessuna stella di riferimento, senza “guardare più in alto” per avere una guida e una direzione, ha ancora senso insegnare i valori in generale ed i valori cristiani in particolare?

I valori quali onestà, lealtà. fratellanza, tolleranza, vicinanza, aiuto reciproco, rispetto, sembrano essere considerati zavorra che ostacola la corsa veloce di una realizzazione personale priva di regole, si oscura l’etica accontentandosi del puro e semplice procedere a vista, così come capita; si rifiutano le mappe con le rotte tradizionali, convinti che facciano solo perdere tempo.

Educare i giovani richiede all’educatore la capacità di cogliere che cosa orienta e/o disorienta i giovani nella vita e nelle decisioni quotidiane Senza dubbio, non è difficile prendere decisioni quando si è consapevoli dei valori che orientano la vita personale. La sfida di sempre per l’educatore, ma oggi particolarmente forte, è come passare dai valori apprezzati dai giovani a quelli apprezzabili oggettivamente ed educati-vamente.

Il tempo dei cambi epocali e delle trasformazioni sociali e culturali profonde fa nascere nuove sfide, specialmente per l’educazione, ma anche interrogativi su ciò che è forte e stabile in questo mondo che muta velocemente.

Le condizioni attuali di vita, inoltre, hanno mutato il rapporto con l’autorità, facendo sì che molti modelli tradizionali di comportamento - rappresentati nel passato dagli intellettuali, dai pensatori, dai letterati, dai politici, dai docenti, dai religiosi che formavano l’opinione pubblica, indicavano la direzione dello sviluppo e il modo di intendere la vita - si siano degradati, lasciando il posto alle star di show business, agli influencer.

Norme e divieti sono considerati come limite per la libertà e per l’autonomia individuale, lo dimostrano ad esempio i comportamenti devianti nelle scuole, o gli atti vandalici compiuti contro i beni pubblici. Le norme e i valori stabili e universali quali verità, bene, giustizia, bello, vengono apprezzati ancora in modo astratto, però non si vivono più di tanto, sostituiti spesso con opzioni più comode e meno impegnative di comportamento. Il progetto educativo, orientato sempre alla realizzazione integrale della persona e al suo inserimento creativo e responsabile nella società, deve funzionare in modo che i valori forti, tradizionalmente consolidati, possano coniugarsi con le esigenze della nuova realtà.

Nell’educazione il valore è considerato come tutto ciò che è prezioso e importante  per il singolo e per la società ed è degno dell’uomo; ciò che porta allo sviluppo integrale della persona umana, alla pienezza dell’umanità; ciò che costituisce il fondamento o un punto significativo di riferimento nel ritenere qualcosa come buono o cattivo. In altre parole, il valore è tutto ciò che permette di dare un significato all’esistenza, tutto ciò che permette di essere veramente uomo.

L’educazione consiste in sostanza nel fatto che l’uomo divenga più umano, che possa essere di più e non solamente che possa avere di più, e che, di conseguenza, attraverso tutto ciò che egli ha, tutto ciò che egli possiede, sappia sempre più pienamente, essere uomo. Per questo è necessario che l’uomo sappia essere più non solo con gli altri, ma anche per gli altri.

Conoscere il mondo giovanile e i valori affermati dai giovani è fondamentale per il processo educativo. In effetti, i valori hanno non soltanto una dimensione sociale, ma innanzitutto una dimensione pratica e personale, quindi dal tipo di valori che la persona sceglie e decide di vivere, dipende la forma e la qualità della sua intera esistenza.

L’educazione ai valori dovrebbe innanzitutto operare un difficile passaggio dai valori apprezzati dai giovani a quelli apprezzabili educativamente.

Per superare la discrepanza tra i valori riconosciuti dai giovani e quelli educativamente desiderabili, è necessario formare nei giovani un atteggiamento positivo verso oggetti che costituiscono il criterio della valutazione positiva da parte dei giovani, ma sono anche desiderabili dal punto di vista educativo. Inoltre si possono proporre ai giovani delle attività da svolgere, ritenute da loro come positive ed apprezzabili ma che, allo stesso tempo, sarebbero capaci di orientarli verso i valori stimati dal punto di vista educativo.

Nell’educazione ai valori, come del resto in ogni educazione autentica, è fondamentale perciò il coinvolgimento personale e attivo da parte dei giovani nell’apprendimento e nella realizzazione vitale dei valori.

L’educatore, nel trasmettere i valori, deve dunque predi-sporre ambienti e situazioni che favoriscano l’esperienza dei valori insegnati. L’interiorizzazione dei valori da parte dei giovani è efficace solo se porta la persona a riconoscerli come propri e a impostare la propria vita in modo coerente con i valori conosciuti e assunti liberamente. In questa tappa dell’educazione ai valori è fondamentale lavorare sull’approfondimento di alcuni atteggiamenti capaci di favorirne l’appropriazione interiore, quali la gratuità, la volontarietà, la piena consapevolezza delle scelte valoriali.

Ma bisogna sottolineare che educa efficacemente ai valori solamente chi li vive. Infatti, solo una vita in sinergia con persone che testimoniano i valori vissuti nella semplicità del quotidiano, può consentire ai giovani l’apprendimento, l’esercizio necessario e la perseveranza nella pratica dei valori.

I giovani imparano per osmosi, per imitazione e per condivisione, per questo ciò che l’educatore dice deve essere coerente con il suo modo di comportarsi, quindi confermato dall’esperienza.

L’educatore deve insegnare e testimoniare innanzitutto che il fine dell’educazione coincide con il fine dell’uomo, quindi con l’edificazione nell’uomo della sua umanità, preparandolo a realizzarsi compiutamente come persona.

Alla luce di questo, l’educazione significa l’educazione ai valori non solo quelli pragmatici, materiali, più bassi, ma quelli che rispecchiano, che favoriscono e che formano la dimensione spirituale della realtà umana, rispettando la dignità, il valore assoluto e la vocazione della persona.

L’educatore, perciò, è chiamato a tradurre in vita alcune norme educative, tra le quali un posto speciale spetta al valore della libertà e della coscienza umana. Il valore della libertà umana, nel processo dell’educazione e dell’autoeducazione, consente alla persona di espri-mere sè stessa attraverso le azioni che compie liberamente.

Portare i ragazzi e le ragazze a scegliere liberamente il bene ed il giusto ed agire sempre di conseguenza, questo è il vero fine ultimo dell’educazione e il vero successo di un’azione educativa.

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